Lavoro e dintorni

30 novembre 2009

I giovani e gli stage

Joborienta Sul portale Università.it leggo un interessante articolo sul rapporto tra i giovani e gli stage intitolato Studenti: “Lo stage? Divertente ma inutile”.

Dall'indagine ISFOL realizzata in collaborazione con La Repubblica degli Stagisti, anticipata al Job&Orienta di Verona il 26/11/2009, sembra emergere che lo stage, ufficialmente un ponte tra mondo della formazione e mondo del lavoro, acquista sempre più spesso i contorni di una sorta di "sfruttamento" lavorativo dei neo-laureati o neo-diplomati.

Lo scopo dello stage è quello di creare un ambiente a metà tra lavoro effettivo e formazione, per questo, se da un lato è, in un certo senso, un "servizio" offerto allo studente-lavoratore-stagista, quasi sempre retribuito poco o nulla.

Per lo stagista, che investe tempo (e denaro, sotto forma di mancato guadagno e di spese) in questa eseprienza, è fondamentale che l'azienda metta effettivamente a disposizione gli strumenti e le risorse per la sua crescita professionale e che non sia, come invece tristemente emerge dalla ricerca, solo un parcheggio o un modo diverso di assumere risorse ad alto turn-over.

Cito testualmente l'articolo di Università.it

Ma cosa succede una volta terminato lo stage? Secondo la ricerca presentata a Verona, nella metà dei casi lo stage si conclude senza inserimento lavorativo. Nel 18,5 per cento dei casi c’è la proposta di prorogare lo stage. Rappresentano l’8 per cento e il 7,9 per cento dei casi gli stage che danno accesso rispettivamente a un contratto a progetto o a un contratto a tempo determinato. Il 6,5 per cento degli stage prosegue con una collaborazione occasionale. Soltanto il 3 per cento degli stage, invece, dà accesso a contratti a tempo indeterminato.


Che ne pensate, qual è la vostra esperienza?


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20 novembre 2009

Lavoro dopo l'Università

CoverOKsito2 Sulla rivista "Campus" di questo mese (novembre 2009) leggo un interessante articolo: "Né posto né fisso", trovare lavoro al tempo della crisi.
La serie di articoli analizza la situazione della (dis-)occupazione giovanile, confrontando Nord e Sud, evidenziando i profili più richiesti dalle aziende e, sullo sfondo, un diffuso pessimismo alimentato dalla crisi economica.

Le testimonianze (spesso sconsolate) sono state raccolte presso i career-day organizzati dalle Università a Milano, Roma, Torino e Napoli e fanno emergere una significativa discrepanza tra le aspettative dei neo-laureati e le necessità (o volontà?) del mondo del lavoro: lavori precari e stage non retribuiti, sembra questo il destino di molti giovani oppure la speranza di "fare fortuna" all'estero.

Del resto sembra che la vita del call-center o dell'agente commerciale non sia la massima aspirazione di chi si è appena laureato e consideri lavori di questo tipo solo un ripiego.
Il servizio si conclude con un segnale di speranza, la storia di dieci ragazzi che hanno rifiutato di sentirsi sconfitti e con determinazione, coraggio e.. un pizzico di pazzia, si sono ri-messi in gioco e ora hanno un'attività che li gratifica.

A mio parere il segnale che emerge è che la passione per quello che si fa e la determinazione nel non accontentarsi della situazione di ripiego siano gli ingredienti per raggiungere la serenità lavorativa: conosco persone che fanno gli agenti a provvigione e gli operatori di call-center, giovani (e meno giovani) che fanno quel lavoro non solo con dignità ma anche con passione.

Queste persone sono resi "stabili" nel loro essere "precarie" dal fatto che ottengono risultati: mi sembra difficile che, soprattutto in tempo di crisi, le aziende abbiano voglia di rinunciare a risorse che funzionano, molto meglio fare a meno di chi pensa di essere "sprecato" mettendo "in pratica" la propria laurea nel vendere un contratto telefonico o nel visitare 8 clienti al giorno con la valigietta sotto mano; in questi lavori duri e con alto turn-over servono comunque persone che facciano il proprio lavoro ma che siano anche in grado di guidare e gestire il lavoro degli altri, per questo le possibilità di crescita ci sono, eccome, ma quanti si mettono nelle condizioni di carpirle?


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21 luglio 2008

Via libera alle bioprofessioni

Bioprofessioni E se il tuo lavoro fosse anche biocompatibile? Tanto meglio verrebbe da rispondere, considerando che oggi tutto ciò che è "bio" o "eco" suscita comunque un interesse particolare.

Tra le tante professioni che più o meno timidamente si affacciano sul mercato del lavoro, particolarmente interessante risulta essere la "bioarchitettura", una sorta di architettura ecologica che coniuga design e salute psico-fisica.

Tra le mansioni del Bioarchitetto vi è quella di progettare una "ecocasa", cioè un'abitazione che rispetti l'ambiente prima di tutto, che sia costruita all'insegna del risparmio energetico, arredata esclusivamente con materiali naturali e magari orientata secondo le regole del Feng Shui.

Per ora non c'è un vero e proprio corso di laurea che abiliti a tale professione, per cui chi tra gli architetti volesse diventare "bio" deve organizzarsi con corsi e specializzazioni, in patria o all'estero, ma soprattutto attendere che quella che per ora è solo una moda, diventi un vero e proprio stile di vita.

Link:Istituto Nazionale di Bioarchitettura


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20 giugno 2008

Arriva il manager di quartiere

Manager welfare urbano Navigando sul web in cerca di nuove professioni, magari bizzarre o con nomi altisonanti, ci siamo imbattuti nel "Manager del Welfare Urbano". La curiosità ci ha spinto ad approfondire l'argomento e abbiamo riscontrato che in realtà è una figura professionale che all'estero opera già da tempo mentre in Italia, come sempre accade, è stata introdotta solo recentemente.

Ci è piaciuto subito questo lavoro perché si occupa di qualità della vita all'interno delle città, di servizi per anziani, disabili e bambini, in una parola della vivibilità delle nostre aree urbane. Ecco che allora ci viene in mente la città ideale, quella che tutti sogniamo, senza barriere architettoniche, con aree verdi, spazi ricreativi, quella che rispetta il cittadino e si fa rispettare a sua volta. Che poi non è un'utopia visto e considerato che di posti così ne esistono parecchi in giro per il mondo.

Comunque quella del Manager del Welfare rimane un’opportunità di lavoro da prendere in considerazione dal momento che, a sentire gli esperti, in futuro dovrebbe avere ampio utilizzo. Il corso di formazione è partito a Maggio in maniera molto soft, con un master a numero chiuso presso l’università dell’Aquila per 25 giovani laureati in Architettura, Giurisprudenza, Ingegneria, Scienze della formazione, Sociologia ed Economia.

Quello che ci auguriamo noi è che non rimanga solo uno dei tanti corsi belli e interessanti buoni però solo a gonfiare i curricula, ma che diventi invece una figura professionale reale e parte integrante delle amministrazioni cittadine.

Link: Nuovo welfare urbano


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06 giugno 2008

Stage e tirocini con le camere di commercio estere: al via laureati e laureandi italiani.

AssocameresterofondazioneParte l'iniziativa "formazione - lavoro" organizzata da Assocamerestero e Fondazione Crui.
Laureati e laureandi, oltre i confini nazionali, affronteranno i compiti e le mansioni loro assegnate previste dai programmi di tirocinio organizzati dalle camere di commercio internazionali.

Dall'Africa all'Australia, chi parteciperà a questa seconda edizione 2008 sarà chiamato ad assumersi gli incarichi più diversi. In Australia, ad Adelaide, i candidati dovranno confrontarsi con la redazione di articoli, traduzioni, ricerche di mercato e altro ancora .... A Buenos Aires si impegneranno in una collaborazione con gli enti di assistenza a sostegno di missioni commerciali, organizzazione di fiere/eventi e aggiornamento siti web. In Spagna, a Barcellona, sono previsti invece stage di taglio amministrativo concentrati su redazioni di bilanci a consuntivo e analisi economiche. Insomma, il bando del 22 maggio propone, ai laureati e laureandi italiani, oltre 51 tirocini in tutto il mondo.

Scopo dell'iniziativa sarà l'avvicinamento del mondo universitario al circuito delle professioni relativo all'attività svolta dalle camere di commercio internazionali. Ovviamente la rosa dei candidati sarà ristretta ad una cerchia di studenti particolarmente meritevoli, del vecchio e del nuovo ordinamento, decisa dalle commissioni delle singole Università . Gli stage dureranno dai 3 ai 6 mesi ed i partecipanti saranno affiancati, nello svolgimento dei compiti, alle figure di ruolo delle camere di commercio dei diversi paesi.

In bocca al lupo, dunque, ai nostri stagisti globetrotters!


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