Il voto alle Università
La riforma Gelmini prevede che i fondi vengano assegnati alle Università in base al loro effettivo merito e non semplicemente per il numero di studenti o per dimensione.
Nel 2010 parte della valutazione di questo "merito" sarà nelle mani degli studenti stessi che saranno chiamati a pronunciarsi sulla qualità del servizio che ricevono attraverso un progress test.
Questo test permetterà, nelle intenzioni, di assegnare un "voto" oggettivo alla didattica erogata dalle Università.
Qual è secondo voi un buon parametro per valutare il servizio offerto dalle Università? Quanti studenti? Quanti studenti attivi? Quanti docenti in rapporto al numero degli studenti? Quante pubblicazioni vengono prodotte?
Su quali parametri è giusto riconoscere i fondi alle Università?
Il giudizio degli studenti sarà davvero così sereno quando realizzeranno che un voto più basso al proprio ateneo corrisponde a meno denaro da parte dello Stato e, potenzialmente, l'aumento delle tasse universitarie? Aquis, l'associazione degli "atenei eccellenti", come leggo in un post su Campus, mette in guardia proprio sulla possibilità di importanti aumenti delle rette universitarie.
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