Maturità 2009: aspetti incongruenti nella normativa
Le modalità che dovranno disciplinare gli esami di Stato del 25 giugno, contenute nell' O.M. 40 del 9 maggio scorso, sembrano essere ancora non del tutto chiare e coerenti in alcune parti.
Gli aspetti del testo di legge che sembrano "zoppicare", puntualizza il sindacato di via Leopoldo Serra Flc Cgil, sono essenzialmente due: l'inclusione del voto di condotta nel ventaglio delle materie valide per la media finale e la possibilità, che continua a permanere per i candidati esterni, di essere ammessi agli esami senza passare attraverso il vaglio del Consiglio di Classe.
Cosa certa è che non vi sarà l'obbligo per i maturandi di presentarsi con la sufficienza in "tutte" le materie ( fatto salvo che comunque la media del 6 resta un requisito come da Dm 42/2007 ) ma, come detto sopra, ancora non è trasparente la questione sul "peso" e la posizione da attribuire al voto di condotta nella rosa complessiva delle discipline . La lettera del testo di legge si presta ad interpretazioni non univoche . Sembra, sottolineo "sembra", che il dettato dell' Ordinanza Ministeriale faccia dedurre che il voto di condotta farà media, ma soltanto a partire dal 6. Il 5 comporterebbe la non ammissione, d'ufficio, all' esame di maturità.
Con riguardo al tema del possibile "percorso preferenziale" per gli esterni, va detto, è ovvio, che ciò costituirebbe una palese iniquità a discapito dei candidati interni, anche se è vero, nel contempo, che le ultime disposizioni di legge che hanno reso più difficile il diplomarsi con le scuole paritarie, ha causato una diminuzione netta nelle domande di ammissione all'esame di maturità da privatista.
E' chiaro comunque che il testo della normativa presenta delle zone d'ombra e offre possibilità di lettura troppo differenti. Il trattamento, diciamo "di favore", riservato agli esterni, rischia di diventare, col tempo, un banale espediente per i candidati interni meno preparati. Infatti è possibile ritirarsi dalle lezioni entro il 15 di marzo dell'anno scolastico ed eludere di conseguenza il normale giudizio di ammissione del Consiglio di Classe. Una "rilettura" attenta della legge si rende quindi necessaria; almeno credo. La possibilità che gli escamotages accennati diventino una casistica non è improbabile.