Stop ai concorsi locali universitari: prime linee guida per la riforma
All'ordine del giorno i primi confronti in vista del disegno di legge per la riforma delle strutture di governo degli atenei e delle modalità per lo svolgimento dei concorsi universitari. Si incontreranno, a breve, più di 70 rettori e, solo per citare due fra i tanti nomi importanti, il responsabile Pd dell'educazione Giuseppe Fioroni e il presidente della Crui Enrico Decleva.
Obiettivo primario del progetto, naturalmente ancora "in fieri", l'eliminazione dei conflitti d'interesse creati dai tradizionali concorsi banditi dai singoli atenei i quali, fino ad oggi, di fatto sono serviti a "spingere" quasi soltanto candidati interni. Quale potrebbe essere dunque la conseguenza pratica di tutto ciò. Dove possiamo osservarne i contenuti innovativi. Semplice. Se si vorrà diventare ricercatori, associati od ordinari si dovrà superare un esame di abilitazione strutturato, in primis, su base nazionale.
Inoltre saranno evidenziati, ex ante, i fondamentali requisiti standard di produzione scientifica e l'esame sarà privo di vincoli sul numero dei partecipanti. La valutazione verterà esclusivamente sullo spessore scientifico dei singoli candidati e non avrà carattere comparativo. La validità dell'abilitazione sarà soggetta ad un numero limitato di anni.
Queste, in sintesi, le possibili novità della riforma riguardo alle caratteristiche specifiche della prova. In relazione invece alle modifiche che saranno apportate alla "governance"degli atenei possiamo osservare, come elemento primario, che i singoli Cda degli istituti saranno composti in gran parte da persone "esterne" ( finanziatori di ogni tipo, uomini d'affari, ex studenti affermati professionalmente ...) al fine di evitare che questi stessi siano costituiti quasi esclusivamente da professori, "colleghi" o comunque dalle figure che li hanno eletti.
Il ministro Gelmini potrebbe presentare il disegno anche entro due mesi. Come si vede, la logica alla base del progetto ha come obiettivo il contenimento delle lobbies, dei baronati e del prosperare dei fenomeni corporativi "classici" di diversa specie storicamente connaturati al sistema. Stiamo a vedere.
Link: Corriere della Sera "Università, lista nazionale per i professori"