Bocciatura annunciata: la Corte di Cassazione respinge il ricorso del professore veneto
Ha scatenato un vespaio la recente sentenza della Corte di Cassazione che ha respinto il ricorso del professore veneto, la cui condanna era già stata a suo tempo confermata in appello.
Ora l'uomo è riconosciuto reo di minaccia aggravata. Tempo fa l'insegnante aveva infatti dichiarato ad una sua allieva, senza mezzi termini, che le si sarebbe prospettata una bocciatura certa.
Sembra che tutto ciò sia stato la semplice conseguenza di un dissidio che aveva avuto luogo, in precedenza, fra il soggetto e la madre della studente nel corso di una normale assemblea di genitori.
La mamma della "vittima", allora, aveva chiesto in modo esplicito la sospensione del docente, nella cui condotta lei stessa aveva ravvisato, ancor prima, elementi di scorrettezza. Il professore, quindi, dopo tutto ciò, avrebbe probabilmente voluto "lavare l'offesa" rivolgendosi in modo diretto alla studentessa e profetizzandole, come immutabile, la sorte di essere respinta.
Il fatto ha causato il sorgere di un certo numero di opinioni e pensieri fra loro contrastanti.
Maria Pia Garavaglia, Ministro ombra dell'istruzione, afferma che la prospettiva di bocciare può anche essere considerata uno strumento di sprone. Esponenti del Movimento Italiano dei Genitori ritengono che, comunque sia, in relazione al caso, l'atto di minaccia manca di consistenza, dal momento che la promozione degli studenti è una decisione collegiale per sua stessa natura (argomento fra l'altro usato in sede di ricorso dagli avvocati difensori). D'altra parte il presidente dell' Associazione Nazionale Presidi argomenta che l'atteggiamento del professore verso l'allieva sia stato eccessivo, avendo egli superato manifestamente un giusto limite del quale, nel redarguire, va sempre tenuto conto.
Infine citiamo, ovviamente, la posizione dei magistrati di Cassazione: troppo facile argomentare a posteriori l'impossibilità di cagionare con la propria volontà il danno considerando il carattere collegiale della decisione di promuovere o respingere; bisogna guardare "ex ante", cioè al momento stesso del presunto atto minatorio, per capire le reali conseguenze sulla psiche dello studente. Insomma il fatto ha infiammato una polemica talmente viva da rendere controversa una valutazione obiettiva su quanto è accaduto.
Voi che ne pensate ?
Link: Art. del Sole 24 Ore "Minacciò bocciatura, docente condannato"
(Foto: Luca Novelli)