.... Una pizza .... per una bufala!
Se siete stufi di vedere la vostra casella di posta elettronica intasata da e-mail contenenti inviti di aiuto a farne veicolare il più possibile il contenuto; se siete stanchi degli improperi che vi lanciano amici e colleghi ai quali rigirate puntualmente queste mail, alimentando così la catena; se, esasperati, finite col cancellarle senza quasi neppure leggerle, salvo poi sentirvi in colpa se l’oggetto era legato ad aiutare persone in difficoltà o con gravi problemi di salute… fermatevi un attimo, tirate un bel sospiro di sollievo e visitate il blog di Paolo Attivissimo, giornalista informatico e, di recente, richiestissimo cacciatore di bufale!
Attivissimo, infatti, traduttore tecnico scientifico e autore di testi di informatica, ha attivato all’interno del suo blog un servizio antibufala in piena regola, un elenco di oltre 300 indagini su catene di Sant’Antonio e simili, che a volte si sono rivelate vere e proprie truffe.
L’elenco viene alimentato soprattutto dalle segnalazioni di internauti che si imbattono in questo tipo di e-mail, permettendo così al giornalista di poter mantenere sempre aggiornato il servizio, che è … pizzaware!! Gratuito, cioè, ma, come afferma lo stesso Attivissimo, “se quello che leggete vi spinge a gesti irrefrenabili di commossa gratitudine, potete offrirmi una fetta di pizza”…..
Bè una pizza per un bufala, oltretutto documentata e certificata, è un vero affare no?
E allora, per quanti non si siano già collegati al sito dell’acchiappabufale più famoso d’Italia:
http://attivissimo.blogspot.com/2004_06_01_archive.html
http://www.tgcom.mediaset.it/tgtech/articoli/articolo419005.shtml




